lunedì 30 settembre 2013

SHADOW WORLD 2




   Paese Campione. Nella malagestione amministrativa capitolina, Linea autobus 588, estratta per campione dall’ammucchiata dei fenomeni fisici del mondo omonimo, settore sociale del pianeta Terra, attesa di 30 minuti a una fermata del Viale dei Romanisti direzione Gardenie, dalle ore 12 alle 12,30 e, al ritorno, a una fermata della via Tuscolana direzione Torre Maura, attesa di 45 minuti dalle ore 13, 20 alle 14,05.
   Nel periodo di tempo segnalato, la programmazione computerizzata in Shadow World prevede la partenza dal rispettivo capolinea di ben 3 autobus mai partiti o in ogni caso mai visti: ore 11,54, 12,05, 12,16 da Torre Maura, e ore 13,18,  13,29, 13,40 da Gardenie.
   Le persone che si lamentano alle fermate, ci dicono che “normalmente” sono costrette ad attendere anche un’ora e un’ora e mezzo e più, così che la storia si fa trita e ritrita. .
   Ad ogni modo, vista la perfezione della Mala, l’Universo ci suggerisce la massima concretezza. 
Perciò, constatato che le carceri della Mala risultano sovraffollate, visto che i Centri di Esposizione Pubblica permanente dei Sintomi Evidentisti non sono stati istituiti…in ossequio al suggerimento dell’Universo e poiché rispetto a quanto visto, detto e constatato, le  chiacchiere stanno a zero, ecco un milione di euro di multa a carico dei responsabili dei disservizi, da ripartite gerarchicamente tra i medesimi iniziando dal sindaco, e da devolvere a titolo risarcitorio in favore dei residenti.
   L’unico che la farebbe franca perché non lo si può multare, è il difensore civico della capitale per il semplice motivo che non esiste. Ci dicono che, decaduto nel 2008  quello della precedente gestione, il nuovo non è stato ancora nominato. Ma per quel che serve (fumo negli occhi), non c’è che aspettare la sua nomina per lacrimarsi addosso.   
   Alla somma suddetta, vi sarebbero comunque da aggiungere centomila euro per ogni eventuale passaggio di autobus fuori servizio, direzione garage, rimessa, deposito, vacanze, permesso, ferie ecc,ecc, dato che la multa risulterebbe l’unico deterrente e/o rimedio praticabile – sebbene mero atto amministrativo anche se, ovviamente,  di natura positiva rivoluzionaria provenendo direttamente dall’Esterno Reale, dall’Universo, da adottare contro il dettato perverso di natura negativa invertita - considerato per di più che parlamentari, giudici, criminali perfetti, istituzionali d’appoggio e affini, non rispondono nel contesto negativo invertito, e particolarmente in ambito penale, delle proprie azioni e/o omissioni.
    Le cose perciò potrebbero andare perfino peggio di come vanno. Perché, come sanno bene i soggettisti e gli sceneggiatori, la realtà supera qualsiasi pur fantasiosa invenzione. 
Siamo a Roma, in un quartiere residenziale. Sono le prime ore del mattino e, in un appartamento di famiglia,  il marito si sta facendo la doccia per andare al lavoro, mentre la moglie casalinga vaga ancora assonnata per la casa. 
Squilla il cellulare del marito. Risponde la moglie assonnata con voce arrochita: “Pronto?”. Una voce femminile: “Ah, credevo che stavi ancora scopando con quella grassona di tua moglie”. 
La quale replica irritata: “Ma chi è?”
Dall’altra parte interrompono bruscamente la comunicazione. 
La signora controlla il telefonino del coniuge e trova un bel po’ di messaggini amorosi inequivocabili. Quando il marito esce dalla doccia c’è un bisticcio furioso e la donna gli lancia contro il telefonino che il marito riesce a schivare, e il cellulare, rompendo  i vetri della finestra, finisce in strada, uccidendolo, sulla testa dell’amante della donna, il quale sostava sul marciapiede, accanto al portone del palazzo, in attesa che il marito della casalinga uscisse per andare al lavoro.
   Naturalmente questa storia viene ricostruita dopo gli accertamenti della polizia, che in un primo momento identificate le persone e scoperte le relazioni tra loro, arrestano il marito pensando che avesse voluto uccidere il rivale, ma poi lo rilasciano una volta chiariti i fatti e le incredibili coincidenze.
   Ma ancora più incredibile è che la storia sia stata ripresa da un fatto di cronaca cittadina, e che non ci sia stata raccontata dalla tivù, neppure da quella dei Cornuti, perché potrebbe sembrare clamoroso, ma la Tivù dei Cornuti - presa per campione assieme al Bel Paese – nell’iter progressivo della sua espansione passa  significantemente da Rai Due a Rai Uno, qui con la denominazione pro-tempore di “Festa Italiana”, in quanto “l’Italia sul Due” con l’avvento in trasmissione quale coconduttrice di una “brava ragazza”  molto carina e dall’aspetto semplice e innocente di “ragazza della porta accanto” che tutti  i ragazzi vorrebbero per fidanzata e tutte le madri d’Italia per nuora, non detiene più l’esclusiva delle corna ma si occupa anche di altre problematiche meno boccaccesche e all’occorrenza perfino “spirituali”; e sebbene questa novità sembrerebbe non entrarci niente con il nostro discorso, c’entra eccome perché tutto c’entra. 
Tanto più che anche le altre tivù che delle corna fanno marketing come con tutto il resto, prendendo esempio dalla Rai TV ne promuovono la vendita anche nei telegiornali in cui la pubblicità costa più cara perché privilegiata dagli ascolti, evincendo finanziariamente uno straordinario business commerciale.
   

 Per cui, ancora per essere concreti, soggiungiamo: ACDV e PCDV. Il che, tuttavia, non ci esonera dal dubbio che insorge impellente. Quale è la vera Shadow World?  
 La città virtuale dove si gioca all’ombra dei  cipressi o quella (ombra) dei computer? 



(S.V. "NOTIZIE DALL'UNIVERSO E DINTORNI - Rubrica d'informazione avanzata -"  A full rights reserved Copyright © By Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli. N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)   

BESAME MUCHO




   Tutto cominciava con una vigorosa stretta di mano. Virile. Oppure con un invito a ballare la Grande Musica della Stecca, accompagnato da un inchino irresistibile. Ti interessa la danza? Ti va di danzare, di abbracciarti a me in un volo di libellula? Non saprei. Forse. Com’è che si danza?
   Suvvia, come fai a non ricordarlo? Che razza di memoria è la tua? Come fai ad andare a pisciare, a nasconderti, a giocare a rimpiattino, a mosca ceca, a pagare le tasse o a non farlo, a rubacchiare a destra e a manca senza trascurare il centro, se non lo ricordi? A votare lo  stronzo campione che più ti somiglia di cui tu solo, nel conformismo generale delle copie conformi,  sei in grado di cogliere la segreta somiglianza con l’immagine capovolta che più intimamente ti appartiene se trascuri lo specchio falso della mera apparenza?   
   Abbiamo amici e sintomi campione comuni da applaudire, ma con quelli che più ci somigliano è più facile. E’ così che si danza? E così che ci si abbraccia nel vuoto dell’aria, in un volo che più che di libellula ci sembra di zanzara assetata di sangue, di pipistrello in rotazione circolare su un mondo di vampiri?
   Dopo i convenevoli e controllate le credenziali riducendo al minimo il rischio di eventuali trappole, la danza diveniva un insieme di dettagli. E se è così, allora rispondimi! La strada è asfaltata oppure è  sterrata?
   Sarà un gioco da ragazzi danzare con te se tu mi eleggi. Più sei stronzo e più trovi chi ti segue  in un mondo di merda in cui stronzi lo sono tutti. E allora cosa aspetti? Vieni con me nell’urna dei segreti. Poi, tirata la catena sulla tazza,  potrai applaudirmi, sbellicarti di risa o di pianti, spellarti le mani nei battiti scimmieschi e saltellare sulle punta dei piedi affinchè la danza ti provochi la pelle d’oca e ti faccia tappare le orecchie facendosi classica e stridente quanto la Grande Stecca.
    Ma è sempre più  difficile senza conoscere il codice di fabbrica attribuito a ciascuna copia conforme – impronte digitali, vocali ecc. - dalla produzione seriale dei ripetitori androidi, scoprire le sottili differenze intercorrenti tra copia e copia se una copia vale l’altra; e per le copie prese per campione dal campionario patogeno, è ancora peggio.
   In effetti, se non ci fossero le graduatorie dei più e dei meno, come si potrebbe distinguere un assassino o un ladro o un qualsiasi criminale da un altro? Perdonate, ma cosa ne pensate di una matrigna che ti cerca tra i capelli i pidocchi più sanguigni e feroci non per liberarti, ma per farli prosperare quanto più numerosi possibile, e nel farlo ti strappa i capelli godendo delle tue urla di dolore?      
   A volte le bambine prostitute, schiave dei protettori, chiedono ai clienti di aiutarle senza sapere che questi sfruttano la loro condizione peggio dei magnaccia. E infatti, gli sfruttatori sessuali della prostituzione come potrebbero andare alla polizia senza autodenunciarsi confessando di andare in certi posti sfruttando perfino le bambine prostituite dall’organizzazione sociale di disuguaglianza economica relativa delle Nazioni?
   Stai zitta, bambina, ti suggeriscono i buoni clienti, affonda i tuoi occhi nel mistero del Dio cattivo del Vecchio testamento e in quello buono del Nuovo e degli altri dii relativi delle religioni terrestri, sdraiati sul tuo lettino e girati verso la parete. Poi chiudi gli occhi e smetti di piangere, anzi di respirare, così sarai libera,  pensa un po’. Libera.  Come l’aria, certo,  esclusa quella privatizzata insieme alla terra rubata dagli usurpatori.  
    Quando verrà il dottore, dirà che è troppo tardi e i tuoi occhi saranno pieni di sangue bambino, che sgorgherà in rivoli digradanti sul tuo volto di bambola. Ti metterà un lenzuolo sulla faccia e ti seppellirà nel cimitero delle memorie morte dove nessuno si ricorderà di te. Se fossi stata invece una statuetta fatta di coccio, di gesso, di stagno o di legno, le tue lacrime di sangue ti avrebbero per-- lo meno resa quel miracolo che gli Analfabeti Intellettuali credenti avrebbero onorato.    
     Eppure  il vero Dio, l’Iddio Assoluto, è la Materia Vivente, la Madre che Vive, e non c’è nessun altro sopra di Lei. 
 Ma non è per questo se nel Mondo Basso, nel contesto Geinove Negativo, le donne dei leader recitano un ruolo fondamentale nella trasposizione politica dal soggettivo al sociale degli interessi privati.
    Vediamo ad esempio la moglie di Mao a fianco del marito in vita, perseguitata subito dopo la sua morte. La moglie legittima di Mussolini ripudiata per ragioni di stato matrigno maschilista, onde mettere a fianco del duce una donna del popolo più remissiva e con minore personalità. E Giuseppina, moglie di Napoleone, abile tessitrice e gestrice degli intrighi politici della classe dirigente al potere.
   Risulta dunque molto chiaro il perché gli inquirenti, avendo in mano il psicolabile “mostro” di Avezzano e il contorno degli avvocati e degli addetti ai lavori del foro territoriale competente, nonché lo sciacallaggio mediatico del Magna Magna generale, cercando di trasformare il “mostro” in vittima di famiglia per allungare le puntate del reality show trasformato in delitto di famiglia e accrescere la materia prima da dare in pasto alla Bestia della Morte, rifiutano il confronto con la figlia del medesimo, perché ritenuta in possesso di forte personalità rispetto al padre psicotico e psicologicamente suggestionabile - dimostratosi infatti influenzabile nel corso dei suoi continui cambiamenti di versione sul racconto dei fatti a seconda di chi gli era vicino - affermando simultaneamente come una confessione il proprio diritto (che è il diritto dello Stato di Usurpazione) all’esclusiva per ragioni per l’appunto di stato e di fatto inconfessabili nell’inquinamento probatorio e nella manipolazione psicologica dell’ex mostro, se relativamente riconducibili ai meri interessi personali del Mangia tu che Mangio anch’Io istituzionale.
   Magari in seguito, ossia prima o poi, il confronto potrebbe anche esserci, ovviamente più poi che prima, vale a dire una volta che si prospetti niente affatto pericoloso in virtù della manipolazione dei fatti e della costruzione accusatoria importatrici del sopravvenuto possesso, da parte dell’incapacità inquirente istituzionalizzata, di sufficienti elementi validi da esibire in tribunale e chiudere finalmente con successo un caso.
   Ma adesso è sparita anche Yara, e l’incapacità istituzionale degli inquirenti che li renderebbe impossibilitati a trovare perfino il pagliaio dove dovrebbe nascondersi il fatidico ago - per cui secondo le testate giornalistiche avrebbero sbagliato mostro - in realtà hanno soltanto sbagliato parrocchia, perché non è nell’Islam (dove la regola è il Dio Mi Protegga)  ma è nelle chiese cattoliche in cui è invece d’obbligo il Dio Mi Perdoni accompagnato dal Mea Culpa…Mia Massima Culpa, che avrebbero trovato un sacco di mostri da incolpare. 
  E nello sciacallaggio del Gran Casino all’Aperto, come dimenticarci delle recite opinionistiche dei più, tra i sintomi campione al soldo di Mammona, la vecchia megera, dei più tra i catarri, tra gli scorreggi, tra i rigurgiti più ripugnanti?
   E qui, nella politica parlamentare, governativa, giudiziaria e rappresentativa, in cui  siamo ai vertici della colpevolezza e dell’incoscienza degli Non impedire Un Evento Delittuoso Che si Ha l’Obbligo Giuridico di Impedire Equivale a Provocarlo, si pensa solo alla ridiscussione della spartizione del Bottino –j9, ovvero al  rimpasto, ai nuovi accordi, perfino all’eventualità di indire nuove elezioni utili alla riripartizione, mentre - nel corso del genocidio degli anziani attivato mediante feroci regole di un codice stradale che rende impossibile il rinnovo delle patenti per un diritto faticosamente conquistato, agli ultraottantenni miracolosamente sopravissuti alla malasanità e ai crimini di status usurpativo, costringendoli a sottostare a omicidiari obblighi burocratici intesi ad accorciare la loro esistenza e a privarli del proprio diritto alla vita –  in  violazione di tale diritto fondamentale spettante a tutti i cittadini  si continua a derubare, violentare e uccidere perfino i bambini innocenti e con il citato codice stradale provocare morti e feriti consentendo la facile acquisizione o  il facile rinnovo della patente di guida ai più efferati delinquenti, ai più spericolati, ai drogati, agli alcolizzati, a chi guida in stato di ebbrezza o in soggezione della propria tossicodipendenza, purché si tratti di conducenti giovani e pertanto in grado di acquistare nuove auto tenendo in piedi la traballante industria automobilistica.       . 
    Non siete tutti d’accordo che questi legislatori e i loro compari del governo e del parlamento che li approvano (sintomi estratti come campione dal campionario –j9, tra l’altro perché soggetti in modo straordinario all’impulso comune a tutti i sintomi di volere ad ogni costo apparire) starebbero benissimo nelle apposite gabbie dei Centri di Esposizione Pubblica Permanente dei Sintomi Evidentisti?     
    Ad ogni crisi governativa e parlamentare della maggioranza che rimetta in discussione la spartizione del bottino,  restano tutti con il fiato sospeso nonostante conoscano benissimo gli effetti, per loro benigni, dell’ultima spiaggia, che adesso arriva anche dalla tomba: “L’imperativo è uno solo: salvare la poltrona! Del domani, non c‘è certezza…”
   Ed ecco che l’Abbattitore del Tempio li condusse nell’aula magna della Conoscenza, dove indirizzò la bacchetta dell’insegnamento magistrale verso la lavagna della politica,  sulla quale era indicata una serie di dati e di cifre, e li invitò a prenderne nota.
   Attese che lo facessero e quindi spiegò  come, analizzando i processi ricorrenti nel Paese Campione, risulti indiscutibile che nelle organizzazioni sociali di Disuguaglianza Economica relativa delle Nazioni, le varie escort o minorenni del Il Da Dietro le Quinte al Palcoscenico o di chi per lui o con lui, servono da copertura per gli Aborti e Rifiuti Umani prelevati come campione dal regime e posti come agenti patogeni specialistici  sia al governo del Baget –j9 (Bottino, ovvero tutto ciò di cui lo Status di Usurpazione, ovvero lo Status Morboso, si impadronisce. Ved. Glossario) e sia all’opposizione del medesimo, congiuntamente adibiti dal Male Perfetto -  tramite La Vecchia - quali agenti patogeni della rispettiva specialità sia con funzionalità attiva che omissiva,  alla propagazione morbosa della politica negativa invertita.
  Precisò, ribadendolo,  che naturalmente il ricorso a nuove elezioni o il rimpasto governativo e parlamentare serve in realtà alla ridefinizione della spartizione del Baget –j9, costituito dalle innumerevoli cariche (Ministeri, Enti governativi, Istituzionali, Parlamentari, Presidenze, Troni, Poltrone, Sgabelli, ecc., che forniscono la copertura necessaria alla  spartizione del denaro corrispondente) nel corso degli scompensi successivi ai primi accordi quando ad esempio una componente alleata rivendica una parte maggiore del Baget -j9, perfino uscendo  dalla primitiva alleanza e se necessario presentandosi come un nuovo gruppo o partito che rimetta in discussione la spartizione temporale in atto del Bottino.  
    Quindi, cosa significherebbe andare alle urne se non rimettere in discussione e aggiornare i  brogli e gli   imbrogli  elettorali,  che permettano una nuova ripartizione utilizzando i soliti allocchi convinti di andare alle urne e di votare per influenzare l’operato degli Aborti e Rifiuti Umani della politica, anche se un discorso a parte meriterebbero i Raccogli Briciole del Bottino, cioè i Negativi Invertiti collocati sotto il tavolo  nel corso dei vari Banchetti della Morte?
   Comunque tranquilli: anche questa volta FIDUCIA! Al cento per cento! Dalla tomba arriverà l’ultima spiaggia, in cui il monito è: accontentati di quanto hai arraffato. Sottobanco o più in là potrai accrescerlo. Non si sa ma quel che potrebbe succedere. Per adesso stringi i denti sull’osso e ringhia affinché nessuno te lo tocchi”.     
   Io vado e io vengo, soggiunge l’Abbattitore del Tempio. Tu ascolta il vento ed esci all’aperto, prima che la muraglia pagana ti cada addosso e ti seppellisca in eterno.
   Come tutto cominciava con l’inganno di una vigorosa stretta di mano o con un invito più esplicito a ballare la Grande Musica della Stecca, adesso ti inviteranno a ballare la danza della Morte. E tu, scheletro, come potrai rifiutarti?
   Ruby, Jennifer, Pamelina, Gabriellina o Vattelapescachi. Le rottamiamo ad  ogni cambio di generazione, quando sono vecchie e consunte, sebbene ancora respirino, non mangiano e non bevono.
  Soltanto un po’ d’acqua. Poche gocce che sfiorano labbra rinsecchite e scivolano sulle guance gialle come foglie morte, simili a lacrime dolorose perché presto ci sarà un funerale.    
   A volte non riusciamo a ricordare neppure quel “domani è un altro giorno”, che ci incoraggia a sperare, e la notte, i vecchi cimiteri riposano tutti assieme, ma non è mai del tutto buio.
   Ci sono spesso le stelle e lumicini sulle tombe e nel periodo giusto, alla fine di ciascun mese, le luci delle città  si intrecciano al chiarore lunare che spande il suo riverbero sulle fosse di pietra e di marmo.
   Le lapidi lampeggiano a tratti, immobili come lucciole prive di ali colpite dai fari improvvisi delle auto in transito fuori delle cancellate, sopra i morti del terzo millennio i cui scheletri sono ancora integri tra i più vecchi ridotti in ossa e teschi corrosi, tra  qualche ninnolo: un orecchino, un braccialetto, un anello nuziale, sopravissuti ai saccheggi  dei ladri di tombe.
   Ora si scava per trovare posto agli arrivi incessanti dei nuovi “nati soltanto per invecchiare, ammalarsi e morire senza senso  e ragione”; e quelli là sotto forse si lamentano pensando che non si possa stare in pace neppure li, malgrado sappiano benissimo che la vecchia Terra, a causa dei regimi di disuguaglianza economica relativa delle Nazioni, non è altro che un inesauribile cimitero di guerra e discordia, tra poco in disuso.
   In mano stringono questa ipotesi come se fosse l’unica a interessarli, nonostante sappiano altrettanto chiaramente ché una ipotesi si regge a sua volta su altre ipotesi; e il dubbio o la speranza di una rottamazione contestuale all’acquisto di una Nuova Terra,  non ne ha al momento una migliore da conservare per vedere una luce all’orizzonte del tempo buio.  
    Dov’è Biancaneve, dov’è la fanciulla addormentata nel bosco? Dovranno stare attente, ma soprattutto dovranno farlo per loro, coloro che eventualmente le si ritrovassero accanto sorprendentemente svegli, e non saranno certo per Biancaneve  i sette nani della favola.  
    Verrà qualcuno a darle il bacio della mezzanotte. Lo spirito matrigno, travestito da madre falsa, le aliterà sul volto il fiato velenoso della Morte.
   Quando tornerà da lei, la regina dello specchio parlante le si inginocchierà a fianco con le sembianze di vecchia mendicante, accrescendo di colpo le tenebre profonde.
   Non sarà dunque difficile riconoscere la strega della mela infetta, perché il bacio del principe è il bacio ardente del sole.





(S.V. "NOTIZIE DALL'UNIVERSO E DINTORNI - Rubrica d'informazione avanzata -"  A full rights reserved Copyright © By Collezione Opere di Cultura dell’Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa. Vetrina: Blog di Sergio Valli. N.B. E’ ammessa la riproduzione anche parziale dei testi purchè ne venga citata la fonte)   

ALLE DUE DELLA NOTTE



Siamo ancora svegli
a contemplare il cielo
dalla finestra.
Come un campo di prigionia
la Terra ci racchiude lungo le spiagge
e i deserti e le tenebrose radure
della memoria.
Gli anfratti che ci nascondono
sono neri e profondi.
Ma per la Buona Notte
accendiamo la luce
dei nostri occhi che si cercano
nel buio fitto della notte...
e i nostri sguardi 
s'incontrano. 






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QUANDO I MORTI CAMMINANO, TOCCA AI VIVI RIEMPIRE LE TOMBE




   E ponendosi alla guida guardando indietro, gli obsoleti li facevano camminare sulle rovine, dietro di loro, che li seguivano zombie barcollanti, dopo l’abbattimento e il crollo del Tempio, la dove non c’era pietra su pietra che non fosse diroccata.
   Gli strafatti di coca e lerciume, di stupidità e di ignoranza, di incapacità e incompetenza e di conseguente innocenza, non sapevano quel che si facevano, scrivevano,  dicevano, ascoltavano, leggevano, cantavano, ascoltavano, con alla testa del corteo maestoso degli innocenti saltellanti che seguiva i morti,  i sintomi campione, i più, quelli alla  sinistra dello scenario di chi guarda.
     Quest’anno il Sanremo festival canoro compie sessantanni e li dimostra tutti, anzi molti di più essendo nato già vecchio e decrepito, perché cospirato e orchestrato da strafatti della peggiore specie, superati alla sinistra del cartellone soltanto  dagli aborti e rifiuti umani della politica fatti e strafatti campione dello sniffo politico più illustre.
    Sebbene colando coca dalle narici ed escrementi di sangue vivo dalla bocca, esponente idiozia, ignoranza, incapacità, incompetenza e corrispondente innocenza, essi non vengono esclusi dal luogo della rappresentanza del campionario patogeno (a Sanremo li escludono per occultare il vizietto comune che li sputtana tutti se appena confessano di aver sniffato una volta), né vengono accusati dello stesso plagio truffaldino esercitato dagli strafatti politici contro gli elettori, a Sanremo ripreso dai predecessori e ascendenti dello sniffo sanremese.
    Nel  Paese Campione, a quanto si sa, nella competizione del  marketing soltanto la ditta Vanna Marchi & Figlia viene sistematicamente accusata e condannata per artifici e raggiri, perché colpevole di non essere composta da criminali perfetti, istituzionali d’appoggio e affini;  e comunque mai i componenti dei quattro poteri strutturali e formativi dello Status quo di Disuguaglianza Economica relativa ovviamente, i quali notoriamente per incapacità di intendere e di volere non rispondono delle proprie azioni ed omissioni.
   E, d’altra parte, con quale faccia i loro elettori potrebbero costituirsi parte civile chiedendo di essere risarciti del danno subito nei processi per truffa aggravata intentati nei confronti degli eletti i quali, sistematicamente, dopo ogni elezione non tengono fede alle promesse preelettorali o le attuano alla rovescia, dato che gli elettori esattamente allo stesso modo votano e li eleggono guardandosi allo specchio, essendo entrambi – eletti ed elettori - capovolti, a testa in giù, sotterrati, sprofondati. O nei confronti degli strafatti di un Sanremo notevolmente peggiore, e in progress irreversibile peggiorativo ad ogni anno che passa, di quello  che bocciava Luigi Tenco e promuoveva Io, tu e le rose di Orietta Berti, conservandone  nella memoria inconscia sanremese il rimorso compensato, da allora, dalla successiva scelta maschilista dei vincitori tra i big.  Quand’è stata l’ultima cantante vincitrice assoluta del Festival? 
  Anche se nell’edizione di quest’anno potrebbe forse rompere la routine, una Arisa (ma non ci crediamo) confermatasi non meteora ma artista vera, e tra gli esordienti esaltarla con una promessa ancora tutta al femminile (Nina Zilli), il maschilismo riparatore inconscio vaga spettrale tra i fantasmi sanremesi odierni, fatti e strafatti di ignoranza, incapacità, incompetenza e analfabetismo intellettuale, e di quant’altro detto e stradetto sin dai Tempi della Grande Apparenza.
    La Cultura della Morte, la Cultura Bassa, è un insieme pluralista di sottocolture nazionali malavitose, a loro volta a capo di sottoculture territoriali, regionali, provinciali e comunali in crescita conservativa ed espansiva radicata sulle tradizioni retoriche locali che, obsolete,  seguono con gli obsoleti i percorsi progressivi degenerativi del Male Perfetto.
    La Terra e la proprietà della Terra, cadute in mano ai rapinatori e ai ladri di regime -j9, vendute, svendute e privatizzate, vengono mantenute fertili quale usurpazione dello status legittimo dal progress del Male Perfetto e dalle specifiche diramazioni relative ai suoi tre aspetti fondamentali (Evidentismo, Disconoscimentismo e Travestitismo), e i sintomi individuali, spinti dall’impulso naturale irresistibile del venire fuori e apparire sulla scena sociale, vengono al contempo frenati nei conflitti interiori dalla necessità di mantenere l’anonimato.   
   Quindi, prima di tutto un brindisi…alla Morte. L’amletico Non Essere vince sull’Essere, e l’Inessere della Terra trionfa.
   Sollevate i bicchieri. Lo scherzo  del grande bicchiere a forma di sedere che scorreggia ogni qualvolta lo si solleva per portarlo alle labbra sorseggiandone il contenuto, resta forse il migliore della tradizione e della sacralità dell’Essere Negativo Invertito, dell’Inessere, che sebbene in perenne stato confusionale a causa di un Analfabetismo Intellettuale denominatore comune dei tre grandi comparti generali del Mondo Oscuro, in ciascuno di essi mostrava dolore, rassegnazione e simultaneamente fierezza per la propria condizione di aborto ripugnante e rifiuto umano spregevole, dove con l’ignobiltà l’immoralità dilaga e la corruzione straripa.
    Questo modo di inessere, riconoscevano le Tenebre suddivise in morti che camminano e in zombie saltellanti, oscillanti e rotanti sul proprio asse, ci rovina addosso un’esistenza che si rivela inesistenza. Ma ne andiamo fiere, sostenevano, per cui non la riconosciamo affatto e la ignoriamo, perché noi, Tenebre, formiamo l’oscurità, il buio, l’ignoranza personificata: non sappiamo neppure chi siamo, non conosciamo neanche noi stesse.
    Il che è suffragato, con robusto sostegno rituale, dalle tantissime religioni, sottoreligioni, confessioni e sottoconfessioni fondate sulla conoscenza al negativo invertito, ovvero mala conoscenza, ignoranza, chiamata “mistero” dai comatosi profondi, che affatto misteriosamente infestano la Terra, e in Parlamento dove per evitare il voto di fiducia salva poltrone e salvare soprattutto la testa del responsabile della protezione civile in carica indagato per reati economici, è stato recentemente ritirato il progetto legislativo relativo alla svendita della protezione civile da privatizzare e trasformare in società per azioni. Per il momento. Progetto infatti rinviato, appunto per il momento, sine die.
   Siamo tutti peccatori perché imperfetti, sostengono i rovesciati perfetti, gli errati, erroneamente è ovvio, e dunque con erronea coerenza: ciò che per le religioni è semplicemente un “peccato”, una marachella punibile ad esempio dal Cattolicesimo, e da scontare con assoluzione preventiva tramite il ritualismo recitativo di una preghiera secondo la  chiesa cattolica - la quale stabilirebbe in tal caso come atto punitivo il pregare in contrapposizione con altri propri principi e conseguenti pratiche confessionali clamorosamente contrarie - nei confronti dell’Universo e della sua Legge Universale trattasi invece, indiscutibilmente e in assoluto, di reato, di crimine, perfettamente e storicamente discendente da un Delitto perpetrato contro la PERSONA UMANA quotidianamente reiterato.
   Siamo tutti criminali, confessano inconsciamente o in segreto i rovesciati perfetti, perfettamente affondati nel profondo della terra, perfettamente sotterrati, sprofondati, seppelliti all’interno del proprio cerchio chiuso dell’Alfa e dell’Omega.
   Il pianeta perduto, isolato nell’immenso di un deserto cosmico caduto in prescrizione e rimosso, si contrae, si dilata, oscilla e ruota su se stesso nel moto perpetuo finché dura, con le proprie componenti relative condannate alla reiterazione smemorata nei cerchi e nei cerchioni neri dell’inessere, la cui condizione criminale le obbliga a nascondere le manchevolezze giudiziarie assunte nei confronti dell’Universo sotto la dicitura paesaggistica del “peccare (invero delinquere) umanum est”,  insussistente quanto l’errare perché  non umanum ma disumanum est;  e difatti atti propri, disumani, degli Errati, degli Aborti e dei Rifiuti Umani del Mondo dell’Errore..
   Trattasi dunque - è ormai arcinoto anche per quei comatosi profondi non del tutto digiuni di studi di Cultura dell’Universo, e quindi se non risvegli almeno in possesso di un barlume di coscienza - di assoluta perfezione. L’Essere Perfetto non può creare imperfezione.
   Perciò perfetto è l’horror, l’Evidentismo, come perfetti sono il Disconoscimentismo e il Travestitismo, e perfetti nel rispettivo ruolo risultano gli Evidentisti, i Disconoscimentisti, i Travestitisti.
   Si brinda perciò scoreggiando scherzosamente, ma anche scientificamente essendo questo, è vero, un mondo di merda, ma un mondo di merda riparatore, che a Sanremo ripesca con l’inghippo un Savoia deliberatamente, ma inconsciamente per risarcirlo dei brogli patiti nel 47’ dalla sua famiglia nella disputa monarchia & repubblica e magari prepararlo per occupare in parlamento, dopo il Duce, la poltrona per i Savoia  già bella che pronta.
    La truffa di stato usurpativo, istituzionalizzata dall’Usurpazione insieme ad ogni altro crimine, ha ormai raggiunto l’apice dell’arroganza e non ha più bisogno neppure degli artifici e dei raggiri che pesano sui costi, per cui il Grande Spirito, il Flagello, accresce il business risparmiando sulle spese.  
     Graduatorie, punteggi, votazioni, visibilità delle giurie, che vigevano per nascondere il trucco, sono cadute in disuso e vige incontrastata l’arroganza sostenuta dall’astrazione e dall’invisibilità dello Spirito.
    A Sanremo domina esplicitamente la scena, senza più nascondigli, il Male Perfetto, per il quale la trasparenza è l’Annuncio dell’Arroganza: Tizio è stato eliminato, Caio invece passa e Sempronio è stato ripescato, quindi il primo, il vincitore, è Pincopallino e Vattelapescachi è secondo e così via.  Gli sms che arrivano dai cellulari ingrassano il bottino e i Mangia TU Che Mangio Anch’io  si fregano le mani, mentre l’Evidentismo aumenta le proprie fila con i sintomi che continuamente arrivano dagli altri comparti, sottocomparti, sottosottocomparti, sottosottosottocomparti…e via dicendo. Quindi, la busta magica sventolata dalla conduttrice, ha deciso: vincitore del Festival della Tv Caio, secondo Tizio, terzo Sempronio, il quale ultimo tuttavia, poiché facente parte della fossa orripilante di Rai Uno, più che Sempronio è un Vattelapescachi molto ma molto più appropriato, e pertanto, tra finti applausi e fischi e pernacchie veri, il Festiva della Schifezza si è concluso e gli aborti e rifiuti umani partecipanti e/o spettatori, tutti  a casa, contenti.
       Ma via, di chi e di che stiamo parlando?  L’Evidentismo Totale è in arrivo.  Quest’anno Sanremo ha raggiunto la punta massima dell’intrallazzo e - sventolando la busta magica piovuta dal cielo al negativo invertito, in realtà quindi proveniente dalle fogne, dall’’inferno – simultaneamente alla  denominazione di Festival dell’arroganza e della corruzione, propria del Male Perfetto, assume inconsapevolmente quella di Festival della Confessione: tra i nomi principali contenuti nella busta dell’oracolo emergono quelli del trittico infernale di Rai Uno e della mafia.  Per riscuotere il frutto degli accordi sotterranei, l’ospite dell’ultima serata l’anno scorso fu una certa Maria De Filippi, di Mediaset; e nell’anno in corso ecco puntuale l’arrivo dell’accordo mafiopolistico rinnovato, manifesto in un rigurgito della P2 testé approdato alla Rai per riscuotere un’altra vincita e per confermare la regola secondo la quale cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia. E in quanto a prodotto, figuriamoci, qui, nel Festival dell’Intrallazzo, trattasi di merda nazionale! 
   Esattamente lo stesso prodotto presente in ogni altro specchio della società negativa invertita. Restando nel Paese preso per campione, nel settore calcio governato dalla Premiata Ditta è stato rilevato e debitamente segnalato in un precedente Notiziario il rigurgito della vecchia guardia per il ripristino della lotta intestina ai vertici tra le tre componenti storiche del Trio: si sta adesso tentando di scalzare l’Inter dal primo posto conquistato grazie a Calciopoli, e il Milan sembrerebbe il più accreditato a riuscirci, ma – attenzione! -  la Juve è già rientrata e almeno dieci punti in classifica le sono stati regalati dalla buona fede arbitrale (per eguagliare quanto dato e verrà dato al Milan?) nel tentativo davvero arduo vista la scarsezza della “vecchia signora” di spingerla a viva forza nel quartetto delle squadre aspiranti a un posto per la Champions League del prossimo anno.
   Ad ogni modo, ultimamente – in un gioco del calcio nel quale a causa dei processi degenerativi -j9 le squadre, un tempo composte di atleti che correvano e giocavano a calcio spesso benissimo, adesso giocano malissimo, si dopano, si drogano, si imbottiscono di farmaci, vanno al rallentatore come moviole in carne e ossa, e sembrano tante corsie di ospedale dove i calciatori vengono ricoverati e le notizie che su di loro circolano cartelle cliniche -  la prima delle tre R specializzate in lavoretti sporchi (quella già designata come rappresentante della Premiata Ditta ai prossimi mondali di calcio) è stata mandata in tutta buona fede a Firenze per dare un bel calcio in cu…al Milan e spedirlo al secondo posto della classifica da cui – salvo accordi e compromessi  - insediare sia la marcia verso lo scudetto e sia il primo posto del vertice di un Inter che protesta in quanto disabituatasi a condividere i favori con altri.
    Nella domenica successiva, la buona fede di un’altra R è stata inviata a Napoli dalla Premiata Ditta per fermare la Roma, visto che il Napoli non c’era fino ad allora riuscito,  con un rigore inventato dalla buona fede arbitrale contro la squadra della Città dell’Esp al  90’, quando non essendoci più tempo non si correvano neppure rischi che i giallorossi potessero tornare in vantaggio; ma i Magna Magna che in abbondanza magnano a quattro ganasce assieme alla Premiata Ditta di cui sono la componente essenziale, e che naturalmente non sputano sul piatto, negando come al solito l’evidenza si arrampicano sugli specchi per scagionare la buona fede arbitrale, designatrice e aziendale, se stessi e il proprio lavoro, e la domanda che resta è: quale buona fede delle tre R verrà spedita nella prossima giornata dalla Premiata Ditta ad arbitrare Roma - Milan? Oppure, per salvare la faccia, sarà una M? O magari una T?
   Nelle giornate di campionato successive, l’orrido tram tram è proseguito, noiosamente.  Si è vista la Fiorentina, condannata dalla Premiata Ditta a perdere con il Milan, risarcita e vincente illecitamente con un Napoli (la domenica precedente altrettanto illecitamente salvato in extremis); ma soprattutto un’Inter perdente a Catania, una Roma che grazie alla sistematica violazione in tutta buona fede del regolamento da parte degli incaricati alla gestione del settore non ne approfitta subendo l’ennesimo rigore inventato dall’arbitro al momento giusto, e il solito Milan trascinato a forza dagli arbitri e dagli addetti ai lavori ad un solo punto dal primato. Se per fare un po’ di scena, resuscitando l’interesse dei tifosi e degli appassionati di calcio e gonfiare i portafogli o per vincere il campionato, lo sapremo nelle prossime puntate.
  La Premiata Ditta, come le consorelle degli altri settori dello scibile sociale –j9,  è un labirintico tenebroso  formato da intrighi, intrecci, incroci, tracciati ingannevoli e trabocchetti, assai difficile da percorrere per chi non sia un addetto ai lavori, un Magna Magna o Una Mano Lava L’altra.      
   Perciò, a volte ritornano?  Ma si può essere tanto stupidi?  I mostri non se ne sono mai andati dal mondo dell’Horror . E tanto meno i criminali, i ladri, gli assassini, dal MONDO DEL DELITTO DELLA CROCE!
   Non c’è neppure bisogno di ricorrere alla parabola dei sette spiriti maligni, ma è’ sufficiente spostare l’attenzione verso un qualsiasi altro specchio della Mala  Società per averne la riprova.   
   La madre solleva teneramente la piccola bambina avuta dal precedente matrimonio e,  abbracciando il nuovo marito dando forma a un delizioso quadretto familiare, dice alla piccola: “Ecco una famiglia felice”. E la bambina rabbrividisce.
   Guardando il padrigno che le indica la mamma, e ripensando al suo papà, le viene la pelle d’oca.
La famiglia allargata dall’abile intervento corruttivo della sartoria sociale –j9, è adesso passata dalla M  o dalla L,  all’XL o  all’XXL extralarge, in un divorzio in cui i minori impossibilitati a difendersi, invece di essere tutelati rendendolo inammissibile in presenza di figli minori fino al raggiungimento della maggiore età – misura che la più spregevole comunità civile anche se simulata avrebbe adottato prima di preoccuparsi dei cani e dei gatti domestici - vengono malvagiamente seviziati e resi vittime sacrificali, le cui conseguenze li condizioneranno a vita.               
   I parrucconi del contesto a testa in giù, così vigili e solleciti nell’infilarsi in fatti privati che non li riguardano, quando servono guardano da un'altra parte, contemplando a bocca aperta il vuoto che li caratterizza. E i politici, i governanti, i rappresentanti incapaci di intendere e di volere rispecchiando il contesto, come si sa lo qualificano mentre i comatosi profondi si guardano affascinati nello specchio sociale dell’incoscienza.   
   Si accusa l’usurpazione televisiva, corre voce che all’Isola dei Famosi la Rai abbia mandato la peggiore feccia possibile presente nel sociale. Ma scherziamo? Dov’è la novità? C’è un po’ di tutto e in questa ennesima edizione spicca un famoso pedofilo di professione analfabeta intellettuale scrittore visibile tra i più nella lista del peggio sintomatico tra gli Aborti e i Rifiuti Umani Campione, quindi un più tra i pessimi.
    Una marea di email di protesta vengono inviate alla tivù di stato chiedendo l’esclusione dei pedofili dall’Isola, le dimissioni del direttore della Rai e dei conduttori del programma di promozione della pedofilia.
    Ma se la protesta popolare mette sotto accusa la sintomatologia pedofila, manca quella contro il marketing generale della Rai che occultando la caduta dei valori morali e dei costumi, pubblicizza, promuove e vende sistematicamente corruzione e depravazione, esponendo ospiti ex bacchettoni caduti in disuso e fuori moda, trasformati in cavernicoli “moderni” pagati dalla collettività, che fanno a gara nel racconto del proprio vissuto per esaltare adulteri, scambismi, vizi, perversioni  e le peggiori pratiche cerebrolesive personali, sessuali e familiari in progress irreversibile nel sociale, e sia sui video delle tivù che nelle email di protesta, non ce n’è uno tra gli ospiti televisivi e i telespettatori,  uno solo,  che s’indigni per l’offesa arrecata alla umana intelligenza facendo passare gli analfabeti intellettuali professionisti - per di più sintomi campione di spicco tra i più della famigerata lista – addirittura per esseri umani e in quanto esseri umani per esseri intelligenti.   
   Alla fine, sull’Isola di RaiDue, il naufragio della rappresentanza dei peggiori aborti e rifiuti umani campione quivi radunata, per la gioia dei cacciatori di audience e dei telespettatori sbracati e seppelliti in rotazione finché dura sul proprio asse, è arrivato alla bolgia generale che ci si attendeva.
   Dopo aver offeso un po’ tutti i colleghi sciorinando il proprio repertorio nozionistico blaterante privo di cultura ed esaltante il Flagello, il pomo della discordia – ovviamente pomo e discordia in cui la pedofilia non c’entra affatto, essendo una mera trovata del marketing intesa a vendere immondezza all’immondezza – se ne è andato dall’isola; così che i restanti hanno potuto tranquillamente proseguire la propria squallida esibizione, mentre gli osservatori festeggiavano, nonostante alcuni di essi sospettassero che i naufraghi non fossero altro che attori, anche se pessimi in conformità al contesto, che malamente recitavano un testo di pari schifezza.      
     Trash che l’editoria e le pubblicazioni da carta straccia di un Paese Campione in cui tutti si inventano poeti, scrittori, saggisti eccetera eccetera infangando letteratura, saggistica, scrittura creativa, editoria e affini, perfettamente confermano. “E noi paghiamo!”, recitava una esilarante pubblicità televisiva di alcuni anni or sono.
   Perciò, anche se convivendo con il Male Perfetto, anche se facenti parte di organizzazioni sociali fondate sul Delitto della Croce  ne conosciamo benissimo la risposta,  non ci si deve stancare mai di interrogarsi.
    Ma che Campionario è questo, che Campione è questo, che Nazione è questa, che Paese è questo, che Stato di Usurpazione è questo, che televisione di stato usurpativo è questa se è data in mano ai peggiori aborti e rifiuti umani, ai flagellati dalle forme più gravi di analfabetizzazione intellettuale, agli specialisti in promiscuità, ammucchiate, corna, assassinii, brigantaggio, uxoria more, adulteri e pedofilia?   
   I morti camminano e tocca agli zombie barcollanti continuare a riempire la Grande Fossa comune dei Cerchi Neri personali e del Cerchioni Neri sociali e generazionali striscianti ai piedi del Delitto?
  Chi è senza reato, scagli dunque la prima pietra.   




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