martedì 30 aprile 2013

LA FANCIULLA DELLA SPIAGGIA



 

Sulle pareti di sabbia salmastra
ho aperto la finestra alla luce trasparente.
Mia dolce bambina, fammi dono della tua purezza,
porgimela con le tue cosce di plenilunio,
offrimela nelle coppe piene dei tuoi seni
e fammi godere della tua trasparenza.
Dammi il tuo cristallo,
brinderemo al banchetto degli dei,
berremo il nettare delle vette di luce,
giocheremo con fiocchi di nuvole bianche.

Ecco
ancora ti possiedo. Sono dentro di te,
mi immergo nei tuoi occhi, ripercorro tutti i cristalli
del tuo esistere.
Socchiudi le labbra, dammi ancora e ancora
la tua bocca di marmellata, lascia che la mia lingua
avviluppi la tua nei volteggi delle falene.
Fammi succhiare il nettare dei tuoi fiori, lascia
che la mia lingua farfalla ridisegni con voli di fata
ogni sentiero del tuo corpo, ogni anfratto, ogni fessura,
ogni onda, ogni segreto. Lascia che si posi
sul tuo ultimo fiore, la rosa di primavera,
e che si inebri dell'ultimo giardino.

E adesso rinnovami la tua confessione,
dammi tutto il tuo amore. Grida sono tua
perché tutto il mondo lo sappia.
Dammi il gemito del tuo sacrificio,
porgimi la tua verginità, il tuo ultimo sangue.

Mia dolce vestale, voglio adorarti.
Tu adora la sacralità del fuoco.
Io sono la più splendente stella dei cieli,
adora il mio corpo di stella caduta. Sono stato per te
Saffo, la regina di Lesbo, ho cantato per te
epitalami, elegie e inni d'amore, ho danzato con te
le musiche della bellezza, ho goduto in te
la più alta poesia della natura.
Ora sono tornato per possederti
nel profondo del tuo giardino.
Prendi il mio fuoco, brucia con me
nelle notti di luna piena, ardi nella mia luce perpetua.
E adorami per sempre, sono tuo.
Ti penetrerò nel profondo, possederò il tuo cuore,
accenderò la tua anima con la mia luce di stella
risorta, ricalpesterò per te tutte le Nazioni
della Terra, tornerò per te a risplendere
sulle più alte cime dei cieli.

Amore, sono la tua folgore. Ti penetrerò
con fuoco di stella.
Contemplami: ecco il tuo sole. Sono il tuo levante e ponente.

Mia fanciulla, mia dolce gazzella, mia sponda, mia sabbia, mia terra,
tra poco non mi vedrai più,
e poi tra poco mi rivedrai. Sono già qui
che risorgo.
Tu risorgi in me. I passi ignoti si sono cancellati
per sempre sulla sabbia e i nostri passi risplendono.

Ti ho attesa a lungo, e a lungo sperata
nei miei solitari risvegli.
Ora tu sai perché mi vedesti quella prima volta,
di primo mattino, e mi dicesti buon giorno.
Quante volte te l'ho chiesto, senza che tu
mi rispondessi?
Il tuo era il saluto della prima aurora,
ci siamo ritrovati sulla spiaggia
quel nostro primo giorno.


(S.V. “Il Pianeta Domani” - Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo di Letteratura, Scienze  e Scrittura creativa – Vetrina: Blog di S. Valli http://vallisergio.blogspot.it/ - Facebook:”Sergio Valli Roma”  – Archivio:  www.radioland.it )





REBUS



 
 
Melanodermi, leucodermi, xantodermi,
e poi negroidi, australoidi,
europoidi e mongoloidi,
ma innanzitutto inermi
e come tali soprattutto trascorsi,
quindi conclusi, estinti, spensierati, festosi,
i terrestri
invertiti si giacciono
conficcati a testa in giù, capovolti,
nell'anfratto buio
dell'incoscienza.

Nilotici, sahariani, pigmei, australiani,
cinesi, giapponesi, amazzonici, indù, nordici e mediterranei,
quali figure di schema enigmistico
si giacciono ridenti come teschi
nelle nebbie, nella culla antica degli spiriti,
nei sogni e negli incubi della notte,
nella quiete del nulla,
nei ninnananna oscillanti dello spirito-massa,
nei giacigli danzanti del niente,
nei saldi senza resa dei tempi finiti,
nei vuoti a perdere, nelle polveri rosse
delle caverne cerebrali,
qui uniti alle lettere del cubito
che su di loro lampeggiano
alfabetizzanti richiami di farfalla.

Nell'effrazione del cerchio
la materia viva che irraggia, l'oltre
che la loro fine, la fine della fine,
sancisce,
è là scolpita a tinte radiose
nella persona terza,
l'aurora,
che per diritto di eredità
della Terra
dall'extraterra ritorna.
Sul bruco,
sulla larva dell'ombra,
la luce è risorta.

(S.V. “Il Pianeta Domani” - Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo di Letteratura, Scienze  e Scrittura creativa – Vetrina: Blog di S. Valli http://vallisergio.blogspot.it/ -    Facebook:”Sergio Valli Roma”  – Archivio:  www.radioland.it )




TRIPLOGAMMA





 
Aiutami a oltrepassare  gli argini, è la tua ora.
Seguimi oltre i limiti della tua memoria.
L'ombra del muro è dissolta,
pianta senza radici
che propaga il fuoco:
così brucia la frontiera
che libera il doppio gamma della sfera.
La mia Terra ha voce celeste,
azzurro è il cielo marino;
il mare terroso schiuma
occhi verdi dell'andalusia.
Perché ti arresti? Segui i miei passi
senza orma, imbocca la mia strada
diritta come ali spiegate.
Canta la mia voce, musica il mio silenzio.
L'oltre è ad un passo, un solo passo
dalla buca di fuoco.
Non oltrepassarla ad occhi chiusi, solleva le tue palpebre
di plastica.
In quell'ora di luce accecante, io leverò in alto
le braccia di muschio selvaggio
di una terra promessa e abbandonata.
Non seguire l'usurpazione tra le fiamme
della disinfestazione incessante.
Abbandona la tua immagine alla morte della Terra,
sii carne e sangue oltre i cipressi, segui la vita,
guarda, ascolta, odora, tocca, gusta e comprendi
il triplogamma, il nove che è raccolto, grano, fiore, frutto,
forma eretta dell'indelebile giorno.
Il tuo fratello nomade, che dall'oriente
approda, è il mio digamma viaggiatore.
Egli vivrà con me, senza confini, nei silenzi
delle vette, negli albori delle aurore perenni.
Vivrà con me, terzo universo, nel triplogamma
dell'infinito, con me nomade e viaggiatore
delle alture, vivrà nomade, vivrà viaggiatore.
Con me, nomade e viaggiatore della luce,
vivrà, nella luce, fratello.
Perché in me, triplogamma organico
della materia che vive,
sorgerà il movimento sublime,
flusso perpetuo di arterie azzurre
del cielo,
passo incessante
di un mondo senza fine.

(S.V. “Il Pianeta Domani” –  Copyright © by Collezione Opere di Cultura dell’Universo di Letteratura, Scienze  e Scrittura creativa – Vetrina: Blog di S. Valli http://vallisergio.blogspot.it/ -    Facebook:”Sergio Valli Roma”  – Archivio:  www.radioland.it )





lunedì 29 aprile 2013

LA CULTURA DELL'UNIVERSO










 
   Ovunque, in ogni luogo della Terra, da oriente ai deserti africani fino ai più sperduti villaggi esquimesi o inupiat, come vengono oggi chiamati, la televisione, il cellulare e il computer ammortizzando le distanze accomunano in un unico contenitore della comunicazione le eclettiche popolazioni planetarie, rendendo quindi possibile la diffusione della Cultura dell'Universo.
    L'Universalesimo o Cultura dell'Universo, come viene definito lo Scibile oltre i confini dell'ordine cosmico negativo invertito prescritto e rimosso dall'Universo, diviene così la (nuova) realtà planetaria, l'una e unica realtà di un pianeta soggetto ad un ordine cosmico in dissolvimento.
   Ne discende l'impossibilità di un confronto che seppure teoretico viene reso impraticabile dalla evidenza dei contrari infinito-finito, e quindi sanità-insanità, bene-male, vita-morte, realtà-irrealtà, intelligenza-idiozia, giustizia-ingiustizia, coscienza-incoscienza, vero-falso, luce-oscurità, etc.  Nel contempo constatiamo che l'evidenza dei  contrari "negativi" su una Terra sottomessa all'ordine cosmico in dissolvimento (finito, male, morte, irrealtà, ingiustizia,  etc.), è data dall'assenza di quelli "positivi" (infinito, bene, vita, realtà, giustizia, etc.) dei quali i "negativi"  vengono ad usurpare la legittima significazione procedendo all'invertimento dei valori.  Il finito, a causa dell'assenza dell'infinito, si millanta egli stesso infinito, e quindi l'insanità si millanta sanità, il male bene, la morte vita, l'irrealtà realtà, l'ingiustizia giustizia, e così di seguito... Perciò, è indiscutibile che l'affermazione dei valori positivo-rivoluzionari, la quale annullando la mancanza (venendo cioè ad occupare il posto lasciato libero dalla propria assenza), non può che provocare la simultanea cancellazione di quelli negativi invertiti.  
   Poiché tutto ciò che la mente dell'essere dotato di intelligenza può contenere non è
ascrivibile a limitazioni, è oltre l'omega stabilito dall'ordine cosmico dello spazio finito - dove non potrà più avere alcuna limitazione - che esso viene a realizzarsi, appunto, come "oltre" (e quindi come liberazione verso l'esterno), divenendo la connotazione essenziale per l'infinito.
   In questa situazione, abbiamo tuttavia rilevato che un contatto è stato reso comunque possibile mediante l'attivazione di una propria immagine proiettata dall'Universo, cioè dal reale, nel mondo dei fenomeni immateriali (fisici), o più esattamente nel contesto immaginario del pianeta Terra.
   Non disponiamo di altri indizi, perché una delle prime cose che abbiamo appurato è l'assenza della risposta dell'immaginario al fatto dell'aver l'Universalesimo occupato l'unico posto disponibile, reso libero (come detto) oltre il confine invalicabile dell'omega.
   Questo può significare due cose curiosamente contrastanti. Che sulla Terra non si dispone di mezzi di comunicazione telefonica, informatica o tecnologica per rispondere agli inviti provenienti dall'esterno, ma resi intelligibili dal contatto stabilito dall'Universo su di un pianeta smarrito nel deserto cosmico della dispersione; il che non risulterebbe comunque vero.  Oppure, che perfino al giorno d'oggi oltre l'omega non ci siano mezzi di comunicazione, dato il luogo di così scarsa considerazione politica ed economica per le persone fisiche simulate umane, nonostante l'antico e il nuovo indirizzo testamentario, che è un pò come avere perfino un conto corrente di emergenza  a disposizione nell'inferno oscillatorio e rotatorio dell'Alfa-Omega, ma nessun riferimento concreto  oltre di esso; il che risulterebbe invece esattissimo.
   Ma è pur vero che, dopo l'EFFRAZIONE dell'omega, il passaggio spaziale e temporale proiettato verso l'esterno non è un luogo ripetitivo di memorie, un museo di esperienze rese insensate dalla loro incomprensione che costituisca un prolungamento, una protesi dello scibile superato, dove vi si possa perciò entrare e uscire prescindendo dall'attivazione dei processi intellettivi dell'intendimento.
   E, per questa ragione, è logico pensare che la solarità della Cultura dell'Universo, che è innanzitutto Cultura della Vita, la privi di quella misteriosità così cara all'oscurità, all'ignoranza e alla morte.
   Il segreto della mancata risposta è quindi riferibile all'analisi attenta degli opposti e dei contrari, come il sussurro, il bisbiglio dei progetti testamentari, è invece riconducibile alle cospirazioni perseguite nella complicità in penombra delle aule scolastiche e di tribunale, delle urne e  dei confessionali. Si. Una volta, scomparsi i dinosauri, anche gli uomini finti della Terra sono stati sacrificati. Eppure sono  ancora tutti qui, miracolosamente vivi, perché sin qui è l'apparenza.. Ed eccoci quindi presenti come l'ultimo indizio del passato e il primo del futuro.  
   L'organizzazione sociale di disuguaglianza economica relativa delle Nazioni può essere allora disattivata, disconnettendo simultaneamente il pianeta Terra dall'ordine cosmico obsoleto, in un confronto diretto reso possibile dal prosieguo del contatto trasferito sul tema opposto dei contenuti.
   Essendo infatti anche l'ordine sociale di disuguaglianza economica relativa - a causa dei meccanismi di relazione propri dell'ordine cosmico -j9 (negativo invertito), conosciuti come fenomeni di relatività generale - un contesto formale perfettamente mancante di fondamenta, di  contenuti e di sostanza, quindi del tutto simile a una bolla di sapone o a un semplicissimo guscio vuoto, il discorso contenutista diviene il denominatore comune a cui riferirsi.
   E' dunque nell'opera, nel fatto, nel fare, la risposta del contatto. Ed ecco perché non la discussione, il protocollo o i rituali accademici, la recitazione, la predica, la preghiera o la dialettica della tradizione, ma unicamente la fattiva istituzione dell'Organizzazione universale di eguaglianza economica assoluta importerebbe tale evento.          
   Non dobbiamo perciò dimenticare che nella applicazione pratica dei criteri espliciti del Determinismo Reale (Principio unitario della realtà), si è dimostrato che in contrapposizione dello scibile negativo invertito connesso allo spazio finito, la Cultura dell'Universo si evince come Scibile positivo rivoluzionario in grado di ripercorrere i sentieri e di sviluppare i processi dell'Universo il quale, liberatosi dell'ordine cosmico negativo invertito, viene compiutamente a realizzarsi materia vivente creatrice e dominatrice degli spazi infiniti.
   Nello stesso modo, la Cultura dell'Universo, prescrivendolo  e rimuovendolo, assegna al dissolvimento lo scibile obsoleto.
    Uno degli effetti che si possono aggiungere alla impossibilità del confronto culturale tra lo scibile negativo invertito e il positivo rivoluzionario fuori dei canoni puramente contenutistici, è dunque quello che la Cultura dell'Universo definisce semplicemente INCONTATTABILITA'  prendendo per campione gli artifici della simulazione, dell'astrazione, della superficialità, della reiterazione, essenze perverse della memoria nozionistica dello scibile prescritto, rimosso e in dissolvimento, raffrontati alla realtà della intelligenza creativa dello Scibile positivo rivoluzionario, visualizzata  in  fase di affermazione perfettamente contraria al dissolvimento dello scibile opposto.
     In altre parole, nessun contatto è possibile stabilire tra l'affermazione della Cultura dell'Universo  e la cancellazione dello scibile obsoleto al di fuori della pratica della comune lavagna, del  gesso usato per lo scrivere  e dell'utensile spugnoso utilizzato per la cancellazione e la pulizia della lavagna stessa, laddove il richiamo alla comune lavagna, quale materia del contendere,  è riconducibile a un pianeta da recuperare con quanto possa risultare ancora utile alla causa dell'Universo.. 
      Per queste ragioni, l'Universalesimo si prospetta in ogni sua componente non raffrontabile allo scibile negativo invertito, e in ogni particolarità o specializzazione di esso, nonostante si possa superficialmente trovare un qualche filo conduttore, il quale non deve tuttavia trarre in inganno qualora venga analizzato al di fuori dei suoi precisi contenuti.
   Si potrebbe, per esempio, individuare un qualche rapporto tra  la Cultura dell'Universo e le scienze e le culture più avanzate dello scibile superato, e perfino in alcune sue prospettive mitiche o teologiche legate soprattutto al Cristianesimo. L'Universo, configurato come Paradiso. L'ordine cosmico negativo invertito, dall'Universo prescritto e rimosso, configurato come Inferno. Il passaggio detto "prosieguo spaziale e temporale", discendente dall'attivazione sulla Terra dell'Organizzazione universale di eguaglianza economica assoluta intesa alla preparazione all'accesso nell'Universo (e quindi all'ingresso nel Paradiso), paragonabile al Purgatorio. L'essenza di un quarto universo e di un quarto ordine del Determinismo reale, contenitrice del progetto dell'origine (universo originale neutro), che li pone  in sospensione fino alla realizzazione dell'Universo, richiamerebbe alla nostra attenzione quel singolare contesto conosciuto come Limbo. E, infine, il menzionato Prosieguo spazio-temporale della Cultura dell'Universo,  evincerebbe  un preciso riferimento anche con la rivelazione: "Io sono la via, la verità e la vita" del Primo Cristianesimo.  
    Ciò significa, riprendendo il discorso contenutista, che il confronto oggi inattuabile  è soltanto rimandato,  risultando esso non solo possibile e necessario, ma fondamentale nel contesto intermedio  e di preparazione ai fini del rientro nell'Universo, una volta resi liberi (dalla attivazione sulla Terra dell'Organizzazione universale di eguaglianza economica assoluta) sia le persone fisiche simulate umane che il loro scibile.                
   Il recupero di tutto ciò che possa comunque servire alla causa dell'Universo e la cancellazione dell'inutile,  che all'interno dell'ordine cosmico prescritto, rimosso e in dissolvimento, finalizzano  i rispettivi destini dell'utile e dell'inservibile, costituiscono quindi le tematiche del confronto le quali  - dal riferimento puramente culturale dello scibile  - vengono a svilupparsi interessando  l'intera area di rivisitazione dell'ordine cosmico obsoleto.  
   La Cultura dell'Universo, rispetto allo scibile negativo invertito, non è dunque soltanto un  opposto pensiero universale, con una nuova cultura, una nuova scienza, una nuova cosmologia, una nuova filosofia, una nuova politica, una nuova pedagogia, una  nuova sociologia, una nuova psicologia, una nuova medicina o una nuova tecnologia avanzata, tutte perfettamente autentiche ...ma - nell'interezza della significazione - è tutto ciò che la mente dell'Essere realmente dotato di intelligenza può contenere negli spazi infiniti dell'Universo.

(S.V. "Composizioni di Cultura dell'Universo - Volume Primo - "  Copyright (C) by Collezione Opere di Cultura del'Universo, di Letteratura, Scienze e Scrittura creativa - Vetrina: Blog di Sergio Valli - Archivio: www.Radioland.it)